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Responsum ad dubium

In questi giorni la Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato un commento circa la benedizione delle coppie omosessuali:



L'articolo ripete la solita posizione della Chiesa cattolica e quindi non meraviglia per il suo contenuto, ma meraviglia il fatto che la Congregazione con il benestare del Papa abbia ritenuto opportuno ribadire queste posizioni. Oggi, a Colonia è stata pubblicata un'inchiesta sul ruolo del clero nell'insabbiare gli abusi sessuali dei preti. Sempre a Colonia, ma non solo, la mancata pubblicazione di un'inchiesta precedente nelle ultime settimane ha indotto migliaia di persone a lasciare la chiesa. Essendo limitati gli accessi agli uffici comunali per l'uscita dalla chiesa a causa del Covid, un apposito aumento dei posti disponibili ha prodotto un crollo del sito internet per la quantità di persone che volevano prenotarsi. Il declino numerico delle due grandi chiese (evangelica e cattolica) in Germania dura già da decenni. Si prevede che nei prossimi anni il numero degli iscritti delle due chiese scenderà sotto il 50% della popolazione germanica, un numero o che a sua volta accelererà il declino in corso. Con gli scandali sugli abusi sessuali e lo scontento sulla loro gestione, la delusione riguardo le mancante riforme auspicate da Papa Francesco e un aumento della mortalità a causa della pandemia tra gli anziani di cui la maggior parte è membro di chiesa, questa soglia dei 50% potrebbe essere anticipata a quest'anno. Il commento della Congregazione per la dottrina della fede esprime ulteriormente quanto la chiesa è lontana dai valori della società odierna. Normalmente è buon uso non commentare gli affari interni degli altri, ma siccome in Germania molta gente non fa differenza tra cattolici e evangelici, mentre qui in Italia si conoscono solo i cattolici, la faccenda nuoce a tutta la chiesa.

Visto la drammaticità della situazione mi sembra necessario ribadire come la Chiesa valdese permetta esplicitamente la benedizione delle copie omosessuali. Certo, anche nella nostra chiesa ci sono persone che hanno dubbi circa questa posizione, in quanto ritenuta contraria alla Bibbia. Qui si apre la complessa questione dell'interpretazione biblica. Bisogna distinguere l'Evangelo di Gesù Cristo e quindi il messaggio dell'amore di Dio e della vita eterna dal contesto storico nel quale è necessariamente inserito. Altrimenti arriviamo a un messaggio non più compatibile con il mondo d'oggi e perdiamo il messaggio centrale a causa degli aspetti secondari. La questione dell'omosessualità ne è un esempio tipico. Nell'Antico Testamento la condanna principale si trova nel libro Levitico (Levitico 18,22 e 20,13). A tal proposito invito chi adesso pensa di aver le idee chiare a leggere tutta la cosiddetta Legge di Santità che si trova in Levitico 17-26. Non credo che si possa dire che questa legge nel suo complesso sia ancora attuale per noi oggi. Come minimo dovremmo reintrodurre la pena di morte, da cui anche la Chiesa cattolica sotto Papa Francesco si è distanziata.

Nel Nuovo Testamento troviamo la condanna dell'omosessualità in Paolo (Romani 1,24-27, Corinzi 6,9, Timoteo 1,10). In nessuno di questi tre testi l'omosessualità è il tema centrale. Che l'apostolo mette l'atto omosessuale allo steso livello dell'ubriachezza, dell'avarizia, ecc. rivela che lo vede come un vizio. Oggi invece sappiamo che l'omosessualità non è un vizio, ma un atteggiamento naturale che si trova in una certa percentuale delle persone. D'altronde, se volessimo seguire Paolo in tutto, non dovremmo neanche osannare i matrimoni eterosessuali, in quanto l'apostolo li ha sì permesso, ma soltanto come soluzione di necessità. Paolo conosceva l'omosessualità solo come una prassi legata alla prostituzione e al paganesimo. Se avesse conosciuto la situazione d'oggi in cui delle copie omosessuali vivono in relazioni stabili, tutelate da leggi statali e ben inserite nella società, non credo che avrebbe potuto classificarle come viziose. Qui dobbiamo fare un passo avanti e dire chiaramente: l'omosessualità non è un vizio.

Rispetto al documento del Vaticano dovremmo però dire più in generale che l'atto sessuale non è un vizio e che viceversa il matrimonio non serve soltanto alla procreazione. La sessualità coinvolge l'altro e l'intimo per cui è da maneggiare con responsabilità, ma è sempre un buon dono di Dio. Come si può educare la gioventù a una sessualità sana e responsabile, se la si qualifica come peccato (tranne se praticata nel matrimonio, istituzione anch'essa in declino)?

Qui potevo solo accennare ad alcuni argomenti. Dedicherò il prossimo studio biblico alla questione (giovedì 25 marzo, ore 20.30, via zoom al solito indirizzo). (DK)


Bolzano, 18 marzo 2021

Pastore Dieter Kampen

348 096 7797

dkampen@chiesavaldese.org


Chiesa valdese di Bolzano, Post 009

 
 
 

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